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La Fuga Di Sam - 14 agosto 2001
La storia di Sam soprannominato l'insaziabile e ora il fuggitivo
è avvenuta nel mese di agosto dell'anno 2001 quando successe:
Premessa
Durante la II° settimana di agosto (dal 6 al 12) Sam l'insaziabile
(mangia di tutto e ha ancora fame) comincia a comportarsi in modo
strano. In alcuni momenti del giorno è come se tendesse l'orecchio
verso l'esterno dell'appartamento (tenete presente che lui è
sempre libero in casa) e si apposta sopra alla porta che dà
sul balcone, ma noi consci che nel condominio in cui abitiamo non
vi poteva essere pappagalli simili a lui non gli abbiamo dato importanza.
La fuga
E' la sera del 14 agosto e dato che sono stati giorni caldi-afosi
devo andare sul terrazzo a dare acqua alle piante, ma Sam come al
solito è sempre ben attaccato a me (sulla spalla - sul collo
- sulla testa) e nonostante i miei tentavi di allontanarlo, perché
non mi fido a portarlo fuori (non si sa mai!!!), non ne vuole sapere
di staccarsi. A questo punto chiedo ad Andrea di prenderlo e di
tenerlo. Andrea si avvicina, io nel frattempo apro la porta del
poggiolo (solo 10 cm di apertura) e cosa fa quel "disgraziato
di Sam?" sfugge dalle mani di Andrea e va fuori sul terrazzo
(momento di panico
).
La cosa strana è che di solito al nostro richiamo Sam tornava
senza batter ciglio e avevamo scoperto che non gli piaceva il sole
per cui ci siamo stupiti della sua azione. Sam però questa
volta si è posato sopra la parete in plastica per il sostegno
dell'edera rampicante e guarda, nell'intento di ascoltare, verso
gli appartamenti confinanti. Mi avvicino con molta attenzione chiamandolo,
ma come stizzito vola dall'altra parte del terrazzo, dove poi è
tutto libero, gira l'angolo della casa e non lo vediamo più.
La ricerca
Che accadesse lo avevamo preventivato ed eravamo pronti per un'eventuale
contromossa (binocolo e cellulare per informare degli spostamenti),
noi abitiamo al nono piano di una palazzina e abbiamo un'unica veduta
direzione sud, ma quello che ci ha spiazzato è che invece
di andare diritto, così mentre uno lo seguiva col binocolo
l'altro scendeva per riuscire a prenderlo, Sam cosa fa? Va a girare
l'angolo della casa senza darci la possibilità di seguire
il suo percorso. Sfortuna vuole che i vicini di casa sono partiti
per le ferie.
Subito abbiamo preso in mano i binocoli e siamo corsi giù
per riuscire in qualche modo ad individuarlo. Giunti giù
abbiamo deciso di dividerci, io perlustro il giardino condominiale
del palazzo vicino continuandolo a chiamare, mentre Andrea va sopra
al centro commerciale, distante circa 300 metri in linea d'area,
e controlla tutti i balconi della palazzina dove abitiamo e dei
palazzi limitrofi.
Comincio a suonare agli appartamenti, della nostra palazzina, che
sembrano più probabili per eventuale atterraggio. Gentilmente
mi aprono e comincio anche a scavalcare balconi (nono piano - ottavo
piano - quinto piano). Mi sento Indiana Jones e Diabolik. Scesa
nuovamente in strada cerco di arrampicarmi su alcuni alberi d'alto
fusto limitrofi, ma di Sam nessuna traccia.
Ormai è buio!!
Siamo disperati!!!!
Torniamo a casa mi metto immediatamente al computer e faccio il
manifesto da affiggere ovunque allego anche la foto di Sam. Avviso
gli amici della List che Sam non c'è più.
Scendiamo entrambi in strada anche se è notte (sono le 22,30)
e affiggiamo i manifesti sui portoni d'entrata della palazzina Ns
(tre entrate). Né diamo uno al bar. Alcuni li affiggiamo
sulle porte del tunnel garage.
Torniamo a casa ma non riusciamo a dormire.
Arriva mercoledì 15 agosto. Ore 4,20 suona la sveglia giù
in strada prima dell'alba. Nuovamente a chiamarlo, cercarlo con
i binocoli, ma nulla a un certo punto sentiamo un fischio, sembra
lui, proviene dal tetto piano della palazzina ad ovest della nostra.
Proviamo a salire ma la terrazza del tetto è chiusa.
Affiggiamo anche in quel palazzo i manifesti. Lì diamo al
giornalaio, al formaggiaio entrambi sotto casa. Avvisiamo la radio
locale, la Polizia Municipale, mettiamo annunci su giornali locali.
Cominciamo a perlustrare le campagne limitrofe, alcune incolte,
ma nulla sembra sparito nel nulla. Se qualcuno mi vedeva quel giorno,
mi dava della pazza: guardavo verso gli alberi e chiamavo
La stessa mattina portiamo i volantini dai giornalai limitrofi anche
distanti circa 1-2 km. Passiamo il ferragosto a cercarlo senza esito.
Nel frattempo arrivano i consigli dalla List e i Forza Coraggio
Non perdere la speranza.
Nei giorni seguenti smobilitiamo altre famiglie della palazzina
(entrando e chiedendo informazioni) e guarda caso veniamo a sapere
che in un appartamento è da alcuni giorni che c'è
un pappagallo e lo tengono sul balcone. Contatto la famiglia. Entro.
Toh chi ti trovo un inseparabile solo soletto sul balcone in una
gabbietta che guarda caso ha il fischio simile a quello di Sam.
Sorge un dubbio "Non è che per caso abbia fatto da richiamo?".
Non ci perdiamo d'animo e continua la ricerca con alzate al mattino
alle 5,00. Ma nulla.
Nel frattempo volantini ai negozi di animali, veterinari, denuncia
alla Forestale e al CITES, smobilitazione di famigliari. Il sabato
seguente contattiamo l'allevatore che senza pensarci su un attimo
ci presta un pyrrhura perlato (specie a cui appartiene Sam) e ci
dice di provare a lasciarlo sul balcone se Sam è in zona
lo sente e con la forza d'ali che ha non è un problema per
lui farsi 9 piani. Continuano le ricerche ma di Sam nessuna traccia.
Andrea, dato che mi vede in quelle condizioni, mi offre di prenderne
un altro, mi ricorda che l'allevatore avrebbe un aratinga acuticaudata.
Io sono scettica. Lo chiamiamo e ci mettiamo d'accordo per vederlo.
E' il 31 agosto. L'allevatore ci mostra l'aratinga. E' bellissimo.
E' stato allevato a mano (nato nel giugno 2000) ma non avendolo
venduto e lasciato assieme ad altri nel casolare in campagna ha
perso la docilità. Ci informa che se non riusciamo a umanizzarlo
non ci sono problemi lo riprende indietro.
L'aratinga viene a casa con noi, abbiamo due settimane di ferie
per poterlo viziare (ma questa è un'altra storia). Continuano
le ricerche, ancora nulla. Siamo a metà settembre decidiamo
di fare un ultimo tentativo inserire nuovamente l'annuncio sul giornale
offrendo ricompensa. Per fortuna in quei giorni siamo a casa (ferie)!
Il 13 ci telefonano per informarci che è stato visto un
volatile simile al Sam in una campagna a circa 3 km di distanza.
Contattiamo il proprietario della campagna il quale ci dà
il consenso di ispezionarla e di fare lo stesso l'indomani mattina.
Nulla. La mattina seguente io con il pyrrhura e Andrea con l'aratinga.
Ma di Sam nulla.
Il ritrovamento
Sabato 15 ore 12,00 telefona una signora di Nave San Rocco ed informa
che il pappagallo trovato dal marito verso la fine di agosto potrebbe
essere il nostro. Decidiamo alle 13,30 di trovarci presso la sua
abitazione. Ragazzi è stata l'ora d'attesa più lunga
della nostra vita. Eravamo disposti a prenderne un altro per loro
(hanno quattro figli).
Arriviamo all'appuntamento e in una gabbietta posta nel giardino
chi c'è? Lui il fuggitivo. Non stavamo più nella pelle
per la contentezza quando lo abbiamo tirato fuori dalla gabbia ci
è salito subito sulle spalle e non finiva più di farci
le coccole.
L'avventura di Sam
Ok ragazzi i miei genitori ve l'hanno raccontata a modo loro adesso
ci penso io a dirvi come effettivamente è andata.
"Erano già alcuni giorni che sentivo un fischio famigliare,
ma non riuscivo a capire bene da dove provenisse, sapevo solo che
veniva dall'esterno.
Quella sera nonostante la mia mamma volesse che io rimanessi in
casa con papà io ho fatto di testa mia e appena ho visto
uno spiraglio nella porta che dà sul balcone mi ci sono infilato.
Sentivo ancora quel richiamo, ma non capivo cosa dicesse, mi sono
appostato sulla parete in plastica ad ascoltare, e siccome ero intento
ad ascoltare non sentivo assolutamente il richiamo della mia mamma.
Quando si è avvicinata per prendermi io mi sono spaventato
e non ho più capito nulla ho pensato solo a volare.
Non so ancora come sono arrivato sul tetto della palazzina che
si trova a ovest di dove abito. Sentivo i miei genitori chiamare,
ma avevo tanta paura e ero disorientato che non riuscivo a emettere
alcun suono. Ho passato la notte sul terrazzo - tetto (per mia fortuna
era estate per cui non ho avuto molto freddo) e quando il sole ha
cominciato ad albeggiare ho risentito la mia mamma e ho provato
a rispondergli, il problema è che non riuscivo a capire da
dove provenisse perché quei cosi a quattro ruote che emanano
quel fumo acre avevano cominciato a circolare.
Devo aver notato qualcosa che si avvicinava perché spaventato
mi sono rimesso in volo, nella stessa direzione che avevo preso
il giorno prima, e non so come ho passato una statale, un enorme
cantiere edile, una ferrovia, e mi sono poggiato all'interno di
area disabitata. Anche perché stava diventando buio. L'istinto
mi diceva di stare il più alto possibile e di nascondermi.
In quel momento ho dovuto combattere con uccelli più grandi
di me e non ho dormito, qualcosa mi diceva di stare attento.
Sorge il sole e comincio ad aver fame e sete, passo tutta la zona
disabitata e dismessa, attraverso un'altra strada e mi sono appoggiato
su di un balcone sperando di essere finalmente tornato a casa, ma
non era così. Vedo un altro bipede (umano) che non conosco
che vuole prendermi, ma io fuggo.
Passo la notte nuovamente all'agghiaccio e stremato il giorno dopo
mi appoggio sul portellone di un magazzino. Cerco nuovamente di
chiamare la mia mamma e il mio papà, ma non ho risposta.
Ad un certo punto vedo calare su di me il buio e sento delle voci.
Che sia a Casa? Non è così. Mi infilano in uno scatolone
e per circa 8 ore non vedo nulla. Mi sento sballottare e spero ancora
una volta che mi portino a casa.
E' sera. La scatola si apre e vengo messo in una gabbia (io che
odio stare in gabbia). Attorno a me vedo 4 bambini e due adulti,
ma non vedo i miei genitori. Comincio a fischiare e non riuscendo
a farmi capire, a causa del baccano che faccio, mi mettono appeso
alla parete che dà sul giardino. Passano i giorni, ma ho
nostalgia di casa.
Non voglio mangiare le schifezze che mi danno (mangime per cocoriti
io che sono abituato a frutta girasole, polenta, piselli, verdura
ect.), non mi fanno uscire, non mi danno neppure un bagnetto a me
che piace guazzare se non tutti i giorni quasi nell'acqua.
Poi un giorno vedo sbucare da dietro l'angolo una figura che mi
chiama. La voce è familiare. E' la mia mamma. Comincio a
svolazzare di qua e di là. La chiamo e lei si avvicina. Cerco
di fargli capire che sono io, ma non occorre mi ha riconosciuto
sono al settimo cielo. Entriamo dentro l'abitazione e la prima cosa
che faccio, dopo avermi aperto la gabbietta, è salirgli fino
al collo e darle tanti baci e carezze. Lo prometto non mi allontanerò
mai più.
Arrivato a casa mi trovo una sorpresa ci sono altri due ospiti
(ma questa è un'altra storia). Ho idea che devo fargli capire
chi comanda qui!!!! Altra triste sorpresa il mio amico Pouli non
c'è più. La mamma mi racconta che alcuni giorni dopo
la mia fuga l'ha trovato morto, spero solo che ora si stia divertendo
a svolazzare di qua e di là nella nostra foresta dell'aldilà.
Comunque, la prima cosa che faccio BAGNETTO!!!!!! E si perché
mi sento addosso l'odore sgradevole che mi sono preso stando nella
gabbia dove mi avevano messo chi mi aveva trovato. Ragazzi com'è
bello tornare a casa. Non mi staccherò mai più dalla
mia mamma e dal mio papà. E sapete l'ultima sono diventato
ancora più coccolone. Ho fatto capire agli altri due amici
chi comanda qui e adesso no problem andiamo d'amore d'accordo."
Ciao!
Sam
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