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Poesia Di Raffaele - 09 luglio
2002
Non saprei da dove nasce un amore, tanto vero, per quel bel regno
animale che mi piace, tutto intero.
Le mie storie di animali sono, al vero, un po anormali.
Navrei tante da contare e per essere sincero, quella dei
pappagallini è recente per davvero.
Nellagosto 01, son sincero, lo premetto, mi è
saltato per la testa un fantastico progetto.
Dato che, per un motivo, che mi fa sembrare un pazzo, possedevo
una voliera grande quanto il mio terrazzo, ho deciso di acquistare,
due ondulati niente male.
Era un pezzo che mio figlio, cinque anni appena fatti, mi rompeva
per avere sti animali mezzi matti.
Io da un lato ero felice, nel pensare di acquistarli, ma dallaltro
non sapevo, come fare a amministrarli; dato il tempo limitato, che
mi lascia il mio lavoro, non potendoli affidare a un bimbetto, per
decoro.
Alla fine mi decisi e, col pupo per la mano, mi recai, da un caro
amico, che è da casa non lontano.
Lui da bravo commerciante che alla merce si affezioni,
mi ha venduto i due piccini dandomi disposizioni su qual è
il modo migliore per cercare di creare un ambiente che si possa
definire lottimale.
Giungo a casa col bambino e, approntata la voliera, cintroduco
le bestiole e li resto fino a sera.
Il pupetto salta e corre, come un pazzo indemoniato, e va, urlando
la notizia, informando il vicinato.
Son Barbottolo e Barbottola, i due nomi a loro dati, per il fatto
che a star zitti non son proprio abituati.
Dopo solo pochi mesi, dallarrivo di quei, due, mia sorella,
poverina, che di casa mi è vicina, mi fa avere la notizia,
poiché siamo in amicizia, che sua suocera è a cercare,
di agapornis niente male, ben due coppie di affidare.
Ora ho la pappagallite, se lavete mi capite, e così
senza un indugio, e senza por tempo in mezzo, mi precipito a pigliare
st altra gatta da pelare.
Dopo che nella voliera, dei due piccoli ondulati, tutti insieme,
senza indugio, tutti e quattro, li ho ficcati, ho notato la tensione
salir fino a dei livelli che dal vero avevo visto sol tra i despota
e i ribelli.
Quando ho chiesto informazioni su codesta convivenza, alla list
dei pappagalli, che su rete fa presenza, le risposte sono state:
se ci tieni agli ondulati da quegli altri pappagalli devi averli
separati.
Ecco fatto, mi son detto e battendomi col pugno, come un matto,
contro il petto, ho iniziato a lavorare a una nuova soluzione ed
ho fatto in fretta e furia un bel nuovo volierone.
Gli ondulati hanno gradito questa nuova abitazione e, a dicembre,
hanno sfornato uova, a ripetizione.
Il Natale era allietato da tre piccoli neonati che sembravano,
di certo, i più belli mai creati.
Quando i piccoli eran pronti per uscir, quasi svezzati, da quel
nido che li aveva sino a allora ospitati, ho notato, il più
piccino, che veniva trascurato e di certo dalla coppia molto poco
alimentato.
Senza aver troppe speranze ho provato ad imbeccare il piccino con
quel cibo che si usa per svezzare.
Fui stupito, come pochi, dalla foga alimentare che mostrava quellossario
fatto a forma di animale.
L ho portato nel soggiorno, dentro in una scodella, e tenutolo
l ho caldo con un panno di flanella.
Non vi dico quale gioia nel vederlo sviluppare e iniziare per suo
conto qualche seme a becchettare.
Ero proprio affezionato a quel piccolo cosino a cui venne messo
il nome, un po strano, di Aladino.
Ora lui non è più qui, è passato a miglior
vita, causa un colpo troppo forte ricevuto, per errore, da quel
bimbo con cui lui si beava di giocare.
Lesperienza certo insegna, e di certo io ho imparato che
non devo più affidare, a un bimbetto esagitato, animali,
che non siano di mascella molto forte e di peso più adeguato.
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