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"NON COMPRATE PAPPAGALLI
NON SVEZZATI!"*
21 mar 2003
Il monito giunge dallA.R.P.A.N.C. che i cui membri, nelloccasione,
raccontano vicende di vita vissuta legate a questi splendidi volatili.
21 marzo 2003 - Una storia vera. Un nostro amico, che aveva
una grande passione per i pappagalli ma non ne aveva mai potuto
averne uno, durante un viaggi negli Stati Uniti trovò un
annuncio: si vendeva un'ara.
Invogliato dal prezzo relativamente basso, il nostro amico prese
i contatti con i proprietari dell'ara, visitò l'animale e
decise di acquistarlo. I proprietari giustificarono la decisione
di venderlo con i problemi familiari.
Il pappagallo era adulto, sano, bello e molto dolce. Così,
una volta sbrigate le relative pratiche nel rispetto della normativa
vigente, il nostro amico tornò a casa accompagnato dal pennuto.
Il giorno dopo il ritorno il pappagallo non mangiava: il fatto non
era poi particolarmente strano o particolarmente preoccupante. Dopo
un lungo viaggio, in un ambiente completamente nuovo, il pennuto
poteva sentirsi stressato e spaesato, cosa che avrebbe giustificato
la sua momentanea mancanza di appetito.
Ma dopo altri due giorni la situazione non migliorò: il pappagallo
se ne stava triste sopra una pappatoia piena, ma non toccava cibo.
Il nostro amico iniziò a preoccuparsi, ormai deciso a portare
il povero uccello dal veterinario.
Per puro caso si trovò dinanzi alla gabbia con un cucchiaio
in mano. Con la sua grande sorpresa, il pappagallo che non aveva
dimostrato alcun interesse agli stimoli precedentemente offerti,
si lanciò gridando verso il cucchiaio, aprì il becco
ed iniziò a manifestare in modo chiaro la volontà
di essere imboccato.
Così si capì il motivo del prezzo relativamente basso:
semplicemente questo esemplare adulto non era in grado di nutrirsi
da solo, a causa degli errori commessi dei precedenti proprietari
nella fase dello svezzamento.
Il processo di riabilitazione durò abbastanza a lungo e fu
estremamente faticoso, alla fine il nostro amico riuscì nell'impresa
grazie anche all'aiuto di esperti veterinari e degli esperti di
comportamento ed oggi si gode la compagnia del bellissimo pennuto.
Una storia a lieto fine.
Il problema
La storia che abbiamo raccontato rappresenta solo uno dei rischi
minori che si corrono decidendo di adottare un pappagallo non svezzato.
Lo svezzamento è un periodo estremamente delicato, periodo
in cui errori commessi da persone non esperte possono pregiudicare
tutta la vita futura dell'animale. L'incapacità nel seguire
gli sviluppi psichici e fisici del giovane pappagallo può
avere gravissime conseguenze. E, purtroppo, a differenza della storia
che vi abbiamo raccontato, non tutte le storie finiscono bene.
Dietro all'allevamento "a mano" sta un enorme lavoro dell'allevatore.
Un giovanissimo pappagallo deve mangiare diverse volte al giorno,
a seconda dell'età. Occorre usare un alimento apposta, non
sempre facilmente reperibile, anche ma non solo per evitare i rischi
di malnutrizione. Il piccolo va pesato ad ogni pasto, prima e dopo
l'imbocco.
La pappa deve essere servita alla temperatura giusta: il cibo troppo
caldo può causare e causa frequentemente le ustioni del gozzo,
pericolosissime per la vita dell'animale.
Gli strumenti usati devono essere puliti e sterilizzati dopo ogni
uso.
L'imboccare il pullus richiede la conoscenza di un'apposita tecnica,
altrimenti si possono causare varie lesioni, che, solo per citarne
alcuni esempi, vanno dalla deformazione del becco, perforazione
del gozzo, lesione degli organi interni ecc.
Poi esiste anche il rischio delle malattie infettive: micotiche,
batteriche ma anche virali. Molte delle quali estremamente pericolose.
Bisogna anche tenere presente che le persone inesperte non si accorgeranno
tanto facilmente e presto dei primi sintomi di malattie o del malessere
del piccolo, anzi, è probabile che per loro le cattive condizioni
di salute dell'amato pappagallo diventino evidenti soltanto quando
la situazione sarà ormai gravissima.
L'elenco potrebbe continuare, noi ci accontentiamo di mettere in
evidenza solo alcuni punti.
Allora perché
?
vengono venduti/comprati i pappagalli non svezzati? Uno dei
falsi miti che non muoiono è che il pappagallo svezzato personalmente
si affezioni di più, diventando più docile, divertente,
affezionato. Un mito, quindi da sfatare: un pappagallo adulto, correttamente
socializzato, un pappagallo le cui esigenze vengono soddisfatte
correttamente diventa un vero amico del suo proprietario. Vice versa,
se si commettono errori nella fase dello svezzamento, è possibile
ritrovarsi un animale stressato, malnutrito, con gravi problemi
comportamentali.
Il problema del costo. Visto l'enorme impegno necessario per allevare
"a mano", è possibile acquistare i pappagalli non
svezzati a un prezzo relativamente più basso. Ma vale la
pena di cercare di risparmiare, considerando tutti i rischi? Sicuramente
no. Se agli inizi vi sembra di spendere meno, provate a pensare
quanto vi costerà la vostra "avventura" nel caso
il vostro pappagallo muoia. Perché il rischio maggiore è
esattamente questo.
"Deve essere un'esperienza divertente". Questa affermazione
non è sostenibile, visto l'impegno necessario ed i problemi
che può causare un qualsiasi, anche più piccolo, errore.
Come comportarsi?
Prima di tutto informatevi sulle esigenze di qualsiasi animale vogliate
adottare e sugli eventuali problemi che vi potrà causare
la sua presenza nella vostra casa. Scegliete un buon allevamento
oppure un buon negozio.
Se al momento dell'acquisto l'allevatore vi rilascia anche il certificato
medico sullo stato di salute o almeno sull'assenza delle più
pericolose malattie infettive, tanto meglio, altrimenti recatevi
da un veterinario specializzato quanto prima ed fategliele eseguire
voi: eviterete molti problemi. Le analisi e visite di controllo
vanno eseguite almeno una volta l'anno.
Non comprate i pappagalli non svezzati. Ed inoltre tutto, NON COMPRATE
PAPPAGALLI DI CATTURA, ma pappagalli nati in cattività e
già svezzati da esperti allevatori.
Con una piccola spesa in più, con un breve periodo di attesa
in più, correrete molto meno rischi voi, ma soprattutto ne
correrà molti meno il vostro pappagallo.
*Autori: Dott. Roberto Granata, Medico Veterinario,
Renata Siemek, Public Relations A.R.P.A.N.C.
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